Consulenza · Sostenibilità e rendicontazione
Sostenibilità e rendicontazione: prima il modo di lavorare, poi il report.
Si parla molto del report di sostenibilità come di un documento da produrre. È l'ultima cosa, non la prima. Accompagniamo le imprese a rendere sostenibile il modo in cui lavorano, e solo dopo a rendicontarlo, in una forma che regga davanti a chi la legge.
La rendicontazione, prima ancora di essere un obbligo, è la falsariga di come un'impresa dovrebbe condurre le proprie attività: prima si rende sostenibile il processo, poi lo si racconta. Chi inverte l'ordine si ritrova con un bel documento e un'azienda immutata, e soprattutto non convince nessuno: né le banche, né i clienti, né la grande impresa a monte della filiera. Il nostro lavoro parte da qui, dal modo di lavorare, non dal modulo da compilare.
CSRD e pacchetto Omnibus: che cosa è vigente oggi
Conviene dire con precisione dove siamo. La CSRD, la direttiva europea sulla rendicontazione di sostenibilità, è stata recepita in Italia con il d.lgs. 125/2024. La successiva revisione, il pacchetto Omnibus, ne ha però ristretto drasticamente il perimetro, con recepimento atteso entro il 2027, mentre i termini sono già slittati per legge. Tradotto: per la gran parte delle imprese l'obbligo, oggi, non c'è più o non c'è ancora. Teniamo distinto ciò che è vigente da ciò che è annuncio, perché è su quella distinzione che si decide se e come muoversi.
Lo standard VSME per le imprese non obbligate
Ciò che il legislatore ha allentato, però, il mercato continua a chiederlo. Le banche valutano la sostenibilità prima di concedere credito; le grandi imprese coinvolgono i fornitori nei requisiti di filiera; i clienti scelgono. Per le imprese non obbligate esiste una risposta proporzionata: lo standard volontario VSME, pensato per le piccole e medie imprese, che permette di rispondere a queste richieste senza il peso della rendicontazione piena. È spesso il punto di partenza più sensato. Non è comunque solo la CSRD: esistono diversi metodi e framework applicabili.
ESRS, doppia materialità, piano di transizione, assurance
Sul piano operativo, accompagniamo l'impresa lungo tutto il percorso. La conoscenza degli ESRS, gli standard che danno sintassi e contenuto alla rendicontazione; l'analisi di doppia materialità, con cui si distingue ciò che è rilevante da ciò che non lo è; il piano di transizione alla sostenibilità; la lettura della tassonomia ambientale; la preparazione al processo di assurance. Non nozioni, ma strumenti applicati a un caso reale, quello dell'impresa. Se non è sufficiente, ricerchiamo e applichiamo altri metodi e framework operativi.
Il dialogo di sostenibilità con le banche e la filiera
Un capitolo a sé è il dialogo con il sistema del credito. La sostenibilità è ormai una variabile della relazione tra impresa e banca, e saperla rappresentare, con dati, non con dichiarazioni, cambia le condizioni. Aiutiamo le imprese a costruire questa rappresentazione e a reggere la due diligence che arriva lungo la catena del valore, dove i requisiti delle grandi imprese diventano, di fatto, requisiti delle piccole.
A chi si rivolge
Il lavoro si rivolge alle imprese che vogliono fare della sostenibilità una scelta di struttura e di strategia: PMI dentro le filiere, imprese che dialogano con banche e investitori, imprese che intendono anticipare invece di rincorrere. E ai professionisti che le assistono — commercialisti, consulenti — che trovano in noi un interlocutore tecnico su un terreno nuovo.
Chi mette ordine oggi in processi, misure, rendicontazione, si troverà pronto quando i condizionali torneranno decreti, e nel frattempo avrà già il vantaggio verso chi finanzia e chi acquista. È il senso del nostro lavoro: non superare una scadenza, ma rendere l'impresa migliore e capace di dimostrarlo.
Se la scelta è strutturale, la forma che la fissa è la società benefit: vedi Diventare società benefit. Oppure torna a tutta la consulenza.