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Formazione · Chief Value Officer+ CSRD UE

Chief Value Officer: guidare la sostenibilità, e saperla rendicontare.

La CSRD ha fatto nascere una figura nuova: il manager che porta l'impresa dentro la transizione alla sostenibilità e poi ne rende conto. Il nostro percorso di alta formazione la costruisce, dagli ESRS a un report di sostenibilità vero, fino alla certificazione CEPAS.

Si parla molto del report di sostenibilità come di un documento da produrre. È l'ultima cosa, non la prima. La CSRD, prima ancora di essere un obbligo di rendicontazione, è la falsariga di come un'impresa dovrebbe condurre le proprie attività: prima si rende sostenibile il modo di lavorare, poi lo si rendiconta. Chi inverte l'ordine si ritrova con un bel documento e un'azienda immutata, e non convince nessuno.

Da questo rovesciamento nasce una figura professionale: il Chief Value Officer +, il manager della sostenibilità che applica la CSRD UE. Non un compilatore di tabelle, ma chi guida la transizione dell'impresa e poi ne sa misurare e comunicare il valore, a chi la finanzia, a chi ci lavora, a chi la sceglie come fornitore. Formiamo Chief Value Officer dal 2018: prima sulla rendicontazione non finanziaria e sul report integrato, dal 2023 dentro la CSRD e i suoi fattori ESG.

La competenza da acquisire è una sola, ed è concreta: conoscere gli ESRS al punto da saperli usare. Gli standard trasversali, che ne sono la sintassi e la grammatica, le prescrizioni generali, l'analisi di doppia materialità con cui un'impresa distingue ciò che è rilevante da ciò che non lo è. E gli standard tematici, che ne danno il contenuto: ambiente, aspetti sociali, governance. Conoscerli bene è ciò che permette di guidare la transizione prima ancora di rendicontarla.

Il percorso è costruito perché questa competenza diventi pratica, non nozione. Accanto alle lezioni si lavora a un project work reale: si elabora un report di sostenibilità su un caso assegnato, in gruppo, con l'assistenza di un tutor, dalla stakeholder analysis fino alla comunicazione finale. Si attraversano la struttura e le finalità della CSRD, il decreto italiano che l'ha recepita, il piano di transizione alla sostenibilità, la tassonomia ambientale, il processo di assurance. E si guarda oltre il perimetro degli obblighi, dove oggi si gioca la partita vera: lo standard VSME per le imprese non tenute alla rendicontazione, il dialogo di sostenibilità tra le PMI e le banche, la due diligence lungo la catena del valore.

È qui che il percorso tiene, anche dopo che la revisione europea, ha ristretto la platea delle imprese obbligate e allontanato le scadenze. Perché la competenza del Chief Value Officer + CSRD non serve a superare una scadenza: serve a condurre l'impresa. E la richiesta non è arretrata con l'obbligo, le banche continuano a valutare la sostenibilità prima del credito, la catena del valore delle grandi imprese scarica i propri requisiti sulle piccole, i clienti scelgono. Chi sa rispondere a questa domanda vale, che la legge glielo imponga o no.

Il percorso si rivolge a chi nell'impresa decide o la assiste: direttori finanziari e amministrativi, direttori generali, responsabili della comunicazione, imprenditori e consiglieri di amministrazione, manager, e i professionisti che accompagnano le aziende, commercialisti, avvocati, consulenti del lavoro. Si svolge in alta formazione, con lezioni in presenza e in streaming e un impianto laboratoriale di circa 130 ore.

Al termine, la competenza non resta un'affermazione. Il percorso è qualificato da CEPAS – Bureau Veritas, e il report elaborato durante il corso viene presentato in sede d'esame per la certificazione: il valore appreso diventa un titolo che il mercato può verificare. È la differenza tra dire di saper fare una cosa e poterlo dimostrare.

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